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sabato 5 marzo 2011

Aldo Moro e la sua scorta - Verona non dimentica.



 Il 16 marzo del 1978, Aldo Moro venne rapito in Via Fani a Roma e la sua scorta, composta da due carabinieri e da tre poliziotti, venne trucidata.
Aldo Moro, dopo 55 giorni di prigionia, fu ucciso il 9 maggio e il suo corpo fu fatto ritrovare in una Renault 4. Gli esecutori materiali vennero individuati fra gli appartenenti al gruppo terroristico denominato Brigate Rosse.
Questa è la cruda cronaca del terribile evento che ha sconvolto e coinvolto tutti gli italiani, incapaci di dare un senso all’efferato delitto. Perché uccidere Aldo Moro? Chi furono i mandanti?
Sono domande inquietanti alle quale forse, solo la Storia potrà, nel tempo, dare una risposta esaustiva.
A noi resta il compito di ricordare e di interrogarci sull’imbarbarimento della nostra società e su ciò che si può, e si deve fare, per evitare che simili tragedie abbiano ancora a ripetersi.
E Verona ricorda.
Con due eventi assolutamente eccezionali, il 12 marzo 2011 la figura di Aldo Moro emergerà nella sua dimensione profondamente umana e cristiana e nella sua grande capacità di tessitore politico che ha lavorato per l’edificazione della convivenza civile. Un momento di profonda riflessione che merita la partecipazione di tutti coloro che non intendono abbandonarsi all’oblio.
Al mattino
 l’Unione di Centro – Verso il Partito della Nazione - presenta un convegno, aperto a tutti, che ha per tema “Il pensiero di Aldo Moro per un mondo pacificato”. Il convegno si terrà presso la Fondazione Toniolo, Via Dogana 2/A, ad ingresso libero
A partire dalle ore 9.30 si alterneranno autorevoli esponenti del mondo politico e verranno presentate significative testimonianze, prima fra tutte quella dell’onorevole Maria Fida Moro che parlerà di “Aldo Moro- mio padre”. 
 Alla sera
 la Parrocchia della Cattedrale promuove la prima nazionale della rappresentazione dell’Opera “Aldo Moro – Opera tragiche en un Acte” che avverrà, alle ore 21 con ingresso libero, nella magnificenza della Cattedrale stessa.
Il mondo cattolico propone, come riflessione nel tempo quaresimale, la testimonianza di questo grande uomo-cristiano che, prendendo coscienza dell’ineluttabilità del proprio destino, riflette sull’immanenza e la trascendenza della vita umana. Il travaglio emerge particolarmente nell’ultima lettera alla famiglia, non spedita, dalla quale si coglie “non una discesa agli inferi, ma un viaggio verso l’alto, che vede nell’amore, proprio come recita l’ultima missiva del Presidente, l’unico elemento davvero importante” come dice Marco Ongaro, autore del libretto .
La musica è del compositore Andrea Mannucci che così racconta la sua partitura «L’inizio è violento. Ma man mano che Moro accetta la sua sorte la musica sembra piegarsi su se stessa».
Andrea Mannucci ha dato un’impronta ancora più significativa al contenuto dell’opera offrendo un apporto musicale di grande spessore e incisiva sensibilità.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.
Links per approfondimento: http://www.operamoro.it