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mercoledì 14 settembre 2011

Il prezzo dell’inceneritore

L’ inceneritore di Verona ha un prezzo per il cittadino;
scopriamo insieme quale sarà :

In questi ultimi mesi con la sentenza del TAR si è concretizzato per l’ amministrazione comunale di Verona e per AGSM l’ inizio dei lavori per l’ installazione di altri due forni con tecnologia a griglia a Ca’ del Bue, questo accordo consiste nell’ investimento di circa 120 mil di euro da parte di un’ azienda spagnola Urbaser la quale gestirà per 25 anni un’ impianto che a pieno regime consentirà di trattare circa 190.000 tonnellate/anno ( dati bando di gara ).

A questo nuovo impianto bisognerà aggiungere la riattivazione a pieno regime dei vecchi forni a letto fluido che ,per la tecnologia utilizzata ,verranno sfruttati per il trattamento di non meglio specificati rifiuti provenienti da attività industriale ( fanghi industriali ).

Secondo i dati ISTAT del 2010 e i dati Demografici del Comune Verona possiamo ricavare i seguenti dati :
Il comune di Verona produce annualmente circa 145.000 ton di rifiuti all’ anno, il 50,1% di questi viene riciclato il quantitativo che rimane da smaltire è di 72.500 ton circa 1/3 della capacità di gestione dell’ impianto. Significa che bisognerà trattare i rifiuti di tutta la provincia e non solo per mantenere i valori di trattamento indicato nell’ accordo tra le parti.
Da questi dati si evince inoltre che dovranno essere riversati nell’ impianto almeno 500/600 Ton al giorno ( compresi il sabato e la domenica ), questo comporterà un considerevole aumento del traffico pesante verso la zona di destinazione.

Dalla combustione delle 190.000 ton si ottiene un residuo di ceneri di circa il 30% ( 57.000 ton ) composto nelle seguenti percentuali :
-         Una quota che varia dal 3% ( 1.710 ton )  al 5% ( 2.850 ton ) sarà di materiale pericoloso che ad oggi può essere conferito solo presso una discarica del Piemonte
-         Le rimanenti 55.000 ton saranno stoccate in una nuova discarica

Per quanto riguarda il rapporto tra le emissioni di polveri ultrafini e la salute umana ad oggi non esistano prove scientificamente valide della loro pericolosità per cui dovremmo attendere almeno un altro decennio per comprenderne gli effetti.
All’interno del Rapporto “Ambiente Italia 2009” curato dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia e da Legambiente, nel capitolo “Polveri ultrasottili, nanoparticelle o nanopolveri?”, a firma di Lucia Venturi, per anni Responsabile Scientifico dell’Associazione, viene ribadito che “le conoscenze disponibili sono scarse e frammentarie”  per questo motivo il cittadino diventerà la cavia su cui verificare il suo stato di salute tra 15-20 anni.
Per questo motivo si è deciso di creare un punto 0 dal momento della messa in servizio dell’ impianto per verificare successivamente i dati di inquinamento e gli eventuali danni sulla salute del cittadino. Questo approccio , a mio avviso, si discosta da quanto indicato negli articoli  3-ter ( principio dell’ azione ambientale )  , 3-quater ( principio dello sviluppo sostenibile ) e art. 4 ( Finalità ) del D.Lgs152-06.

Sulla base della gara di Appalto e del progetto presentato da cittadino di Verona vorrei porre alcune domande alla nostra amministrazione e al Sindaco:

Il Sindaco Tosi ha sempre affermato “ padroni in casa propria"; per quale motivo abbiamo costruito un’ inceneritore sovradimensionato per le nostre necessità gestito da un’ azienda Estera ? Nessuno chiama il proprio vicino per farsi portare la pattumiera in casa.

·         Quali sono le tipologie di rifiuti ( codice CER ) che verranno gestiti dai forni a letto fluido di vecchia generazione ?  L’ indicazione fanghi industriali risulta essere generica.
·         Quanto vale la penale che il comune dovrebbe pagare se non viene garantito il regime di trattamento  concordato
·         A quanto corrisponde l’ introito per AGSM e il Comune a seguito dell’ accordo con Urbaser ?
·         A quanto ammontano i costi accessori per l’ amministrazione pubblica : smaltimento delle ceneri, monitoraggio sanitario, maggiore transito veicoli pesanti ( manutenzione delle strade ) ecc..?

Nel caso che questo impianto , che ricordo essere un’ inceneritore , diventi fonte di inquinamento a chi spetterà pagare ?
( Riporto quanto indicato nel D.lgs 152-06 in cui si riporta quanto segue :Vista la direttiva 2004/35/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile2004, sulla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale, che, in vista di questa finalità, «istituisce un quadro per la responsabilità ambientale» basato sul principio «chi inquina paga

Grigoletti Luigi
Via Torrente Vecchio 17 - Verona

Un dono che salva la vita


Cari Amici
Mi chiamo Valeria, ho 22 anni, abito a Verona e sono iscritta all’associazione ADMOD, cioè Associazione Donatori di Midollo Osseo e ricerca di Verona, da 3 anni.
La mia esperienza iniziò nel novembre 1999, (avevo allora solo 11 anni), avvertii che qualcosa nella mia vita stava cambiando.
Continuavo ad avere nausea a vomito ed ero sempre stanca. Strano per una bambina robustella e di buon appetito come me.
Cominciarono le prime frequentazioni con i medici. “E’ solo una gastrite nervosa” disse ai genitori il medico di famiglia. Capricci di bambina, si pensava.
Intanto, io non mangiavo più, e il mio corpicino cominciavano a comparire macchie violacee.
Tornai dai medici e questa volta la diagnosi fu atroce: leucemia meiloide acuta.
La mia vita subì una strana mutazione in quel periodo. Tutto quello che facevo non aveva più senso. Sentivo la vita correre via dal mio corpo e dalla mia testa. Ma non avevo paura di morire. La mia fede in Dio mi rassicurava: La presenza dei miei genitori e della mia cara nonnina mi tenevano la mano in quelle lunghe notti all’ospedale quando tutto diventa buio e la tristezza cammina per i corridoi per cercare le sue prede. Cercavo nella mia anima momenti gioiosi per sconfiggere la solitudine….le vacanze al mare, i viaggi con la famiglia, i balli con la sorellina….tutto per cercare di farmi forza.
Cominciò così l’iter della “tipizzazione” tra i componenti della mia famiglia, ovvero gli esami che servono per stabilire se il midollo prelevato dal donatore possa essere compatibile dal punto di vista immunologico, e poi essere trapiantato alla persona ammalata. Un paziente su quattro riesce a trovare un donatore compatibile all’interno del proprio nucleo familiare. Il trapianto del midollo osseo diventa così più facile. Purtroppo non fu il mio casa.. L’unica speranza di vita era trovare un donatore extrafamiliare.
La mia attesa durò 6 mesi, era maggio del 2000. Avevo già subito ben 4 cicli di chemioterapia e nel mese di maggio ci venne comunicato che avevano trovato un donatore di midollo osseo compatibile con il mio. Insieme al medico si fissò la data del trapianto: domenica 21 Maggio. Tra angosce e speranze, arrivò il 21 Maggio: il trapianto riuscì perfettamente.
La settimana dopo che feci il trapianto, andò in onda al sabato sera il programma “Per tutta la vita” condotto da Romina Power e Fabrizio Frizzi e Romina disse: “Fabrizio domenica scorsa ha fatto una cosa molto bella…una cosa molto importante per qualcuno cioè ha donato il midollo osseo”. 
Voi vi starete chiedendo cosa centra tutto questo…ebbene sì, il mio donatore è proprio Lui.
Ho avuto la possibilità di conoscerlo di persona alla fine della partita del cuore del 2006.
Non è solo una persona eccezionale dal punto di vista televisivo ma anche dal punto di vista umanitario.
Due cose, credo, mi hanno salvato. La prima. La fede e l’affetto dei miei familiari e di chi mi conosceva, che non mi hanno mai fatto mancare una parola di conforto. La seconda e più importante. Il gesto amoroso di un donatore.
Io voglio ringraziare tutte le persone che decidono di fare questo gesto d’amore vero, donando sia il loro sangue, sia il  loro midollo osseo.
Prima e dopo il trapianto ho avuto bisogno di moltissime trasfusioni di sangue. Se nessuno lo avesse donato, forse non sarei qui. Chi dona il sangue, regala la vita. Chi ha paura di donare il sangue e il midollo osseo, faccia un giro nei vari reparti dove ci sono gli ammalati ematologici.
Ci sono moltissimi bambini malati di leucemia, più di quanti uno possa immaginare, aspettano un donatore compatibile, potresti essere tu, perché togliere loro la possibilità di vivere. Informati…il più bel gesto che una persona possa fare….l’indifferenza uccide!!!
Chi ha paura immagini la morte di quei bambini. “Chi dona può farlo quando vuole, può rimandare di giorno in giorno. Chi aspetta una donazione, non può aspettare, perché il giorno dopo potrebbe essere troppo tardi”.
Voglio dire al mondo intero che tornare a vivere è stato bellissimo…ma donare qualcosa di tuo è ancora più bello.
So che non sono la prima e non sarò l’ultima ad aver fatto questa esperienza di dolore.
Ma ugualmente mi sento di parlarne e parlarne perché è l’unico modo per far conoscere le cose come stanno. Spesso ho trovato persone che avevano paura delle donazioni solo perchè non conoscevano niente sull’argomento. Manca l’informazione, quella stessa informazione che potrebbe salvare molte vite umane.

Valeria Favorito     

martedì 13 settembre 2011

Giorgio La Malfa esorta i cattolici a ritrovare l’unità in un nuovo polo.


Si rifletta ancora sull’attualità dell’esortazione di Giovanni Paolo II all’Italia, del 6.1.’94
di Mario Rossi

Nell’ultimo convegno nazionale Udc (Chianciano 8-11 sett u.s.) mi ha colpito in particolare la vivace, numerosa e attiva partecipazione di giovani, l’appello che Giorgio La Malfa ha rivolto ai cattolici, la conclusione di Pierferdinando Casini. L’intervento di La Malfa, noto alfiere laico, ha messo in evidenza la gravità della crisi economica che sta mettendo in ginocchio anche l’Italia. Dopo aver elencato gli errori compiuti dal governo Berlusconi,  Giorgio La Malfa  ha lanciato questo appello accorato:
L’Italia sta precipitando nel baratro! Per evitare il disastro bisogna che i cattolici convergano in un nuovo polo ed emulino il progetto che fu di De Gasperi, La Pira, Fanfani e Moro i quali, nel dopoguerra, seppero ricostruire e dare sviluppo all’Italia, grazie all’unità politica dei cattolici e all’alleanza con i partiti laici non estremisti
Ora, che un politico di indiscussa laicità qual è il figlio di Ugo La Malfa invochi l’unità politica dei cattolici per il bene del paese è fatto di assoluto rilievo.
Riflettendo su questo intervento, ho riletto con interesse l’esortazione che nell’Epifania del 1994 Giovanni Paolo II affidò ai vescovi e agli italiani. Anche al papa polacco stava a cuore che non si smarrisse  quella presenza unitaria dei cattolici che, in dialogo con i partiti laici, riuscì a ricostruire e a dare sviluppo al nostro paese.
Purtroppo l’esortazione citata fu disattesa poiché vinse la diaspora, ovvero l’idea che fosse più fruttuosa e opportuna la dispersione dei cattolici nei vari partiti. A nulla valse additare in quegli anni il pericolo insito nel “sistema uninominale”. Ben si sapeva che tale sistema avrebbe diviso i cattolici determinando, infine, la loro irrilevanza politica. Cosicché, dopo il ’94, le conclusioni  di vari convegni nazionali ecclesiali si limitarono a richiamare i fedeli a comportarsi in modo onesto e coerente. Circa l’unità, si tacque.
A distanza di 17 anni dal ‘94 si rileva questa situazione: nel polo di destra i cattolici sono trascinati dal liberismo, da una visione localistica e non solidale della Lega, da norme che difendono gli interessi privati di Berlusconi, dal dover accettare una legge elettorale antidemocratica.
Nel polo avverso, ovvero a sinistra, i cattolici non riescono a superare il radicalismo di massa (che contrasta con i principi etici in capo alla persona e alla famiglia) e trovano difficoltà a riformare il nostro paese secondo il principio di “sussidiarietà” (che significa non faccia lo stato ciò che può fare la persona, la famiglia, la società).
Oggi, con la crisi economica e morale che piega l’occidente, abbiamo il dovere di impegnarci per un nuovo percorso culturale e politico di ispirazione cristiana attento al bene comune. Un nuovo polo quindi che, nel rispetto dei valori fondamentali, possa essere partecipato anche da chi credente  non è, così come avvenne nei primi decenni del dopoguerra. Un nuovo impegno politico finalizzato non solo alla generazione presente ma anche a a quelle del futuro.  
In proposito apprezzo quanto affermato da Pierferdinando Casini a conclusione dei lavori di Chianciano:  Lo sforzo per superare la crisi deve essere compiuto pensando non solo alla nostra generazione ma anche a quelle del futuro. Nel riformare i privilegi di ogni “casta” dobbiamo dare anche noi, politici Udc l’esempio. Infine possiamo e dobbiamo salvarci facendoci carico dei problemi del nostro paese senza attendere le decisioni di chi sta in Europa.





Lettera di Giovanni Paolo II all’Italia del 6 gennaio 1994
(…)
laici cristiani non possono sottrarsi alle loro responsabilità
6. Certamente oggi è necessario un profondo rinnovamento sociale e politico. Accanto a coloro che, ispirandosi ai valori cristiani, hanno contribuito a governare l' Italia nel corso di quasi mezzo secolo, acquistando innegabili meriti verso il Paese e il suo sviluppo, non sono mancate purtroppo persone che non hanno saputo evitare addebiti anche gravi: persone, in particolare, che non sempre sono state capaci di contrastare le pressioni sia delle forze che spingevano verso un eccessivo statalismo, sia di quelle che cercavano di far prevalere i propri interessi sul bene comune. Alcuni, inoltre, sono accusati di aver violato le leggi dello Stato. Proprio queste accuse, rivolte per il vero alle diverse forze politiche ed anche ad istanze operanti nella stessa società civile, hanno provocato iniziative di carattere giudiziario, che attualmente stanno modificando in modo profondo il volto politico dell' Italia.
Un bilancio onesto e veritiero degli anni dal dopoguerra ad oggi non può dimenticare, però, tutto ciò che i cattolici, insieme ad altre forze democratiche, hanno fatto per il bene dell' Italia. Non si possono dimenticare cioè tutte quelle significative realizzazioni che hanno portato l' Italia ad entrare nel numero dei sette Paesi più sviluppati del mondo, né si può sottovalutare o scordare il grande merito di avere salvato la libertà e la democrazia. Tanto meno si può accettare l' idea che il Cristianesimo, e in particolare la dottrina sociale della Chiesa, con i suoi contenuti essenziali ed irrinunciabili, dopo tutto un secolo dalla Rerum novarum al Concilio Vaticano II e alla Centesimus annus, abbiano cessato di essere, nell' attuale situazione, il fondamento e l' impulso per l' impegno sociale e politico dei cristiani.
I laici cristiani non possono dunque, proprio in questo decisivo momento storico, sottrarsi alle loro responsabilità. Devono piuttosto testimoniare con coraggio la loro fiducia in Dio, Signore della storia, e il loro amore per l' Italia attraverso una presenza unita e coerente e un servizio onesto e disinteressato nel campo sociale e politico, sempre aperti a una sincera collaborazione con tutte le forze sane della nazione”.
(…)