E la casta si protegge
Io non so quali siano tutte le competenze delle Province e se siano tali da consigliare il loro mantenimento, tuttavia non mi ritengo affatto colpevole per questa lacuna. Il cittadino normale non può certo conoscere nei dettagli i compiti affidati alle varie stratificazioni politiche e amministrative che lo sovrastano. Sono troppe e ne avverte il peso che non si traduce solamente in onere economico ma anche e, soprattutto, in una proliferazione di adempimenti burocratici, duplicazioni di certificazione, diversi stadi nel percorso delle pratiche che lo riguardano, che spesso rallentano ed ostacolano il perseguimento del proprio obiettivo.
Circoscrizione, Comune, Provincia, Regione, Stato. Comunità Europea; se non ho dimenticato altro, queste sono le sovrastrutture che gravano sul cittadino italiano, oltre naturalmente ad enti e consorzi di varia natura.
Ora è ben vero che più la società si fa complessa maggiore deve essere l’organizzazione, ma è altrettanto vero che un eccesso di burocratizzazione di fatto blocca la società e al termine organizzazione devono essere associati efficacia, tempestività, trasparenza e convenienza.
Spetta alla politica studiare attentamente come coniugare le esigenze del cittadino con la necessita di rappresentanza dello Stato sul territorio e delineare una struttura, la più snella possibile che, avvalendosi anche delle nuove e moderne tecnologie, sia in grado di fornire, in tempi rapidi, tutti i servizi di cui il cittadino ha bisogno.
Pertanto, se tutti i partiti politici erano d’accordo per la soppressione del Province, a buon diritto ritengo che questa decisione sia maturata da una analisi della situazione amministrativa nel suo complesso, e non da una presa di posizione puramente ideologica.
Eppure Bersani, dopo aver a lungo tuonato contro il PDL che, ostaggio della lega, non ha saputo portare a termine il proprio programma, e ha rinunciato alla soppressione delle Province, con un atteggiamento sorprendente (o forse scontato?) con l’astensione in aula ne ha consentito il mantenimento. Solo UDC, API e IDV si sono pronunciati per l’abolizione.
Perchè questo mutamento proprio da parte del PD?
E sorge legittimo il sospetto che, ancora una volta, la casta abbia difeso se stessa.
Ci sono troppe poltrone in giro da proteggere, non è conveniente scontentare qualcuno del seguito proprio ora che i partiti hanno bisogno di serrare i ranghi, in preparazione della prossima battaglia elettorale.
I costi della politica passano in secondo ordine rispetto all’esigenza che la partitocrazia ha di salvaguardare, prima di tutto, se stessa. L’Italia può sprofondare nel baratro, il cittadino può scivolare sempre più verso l’insicurezza e l’instabilità, basta che il partito salvi se stesso.
La politica si è dimenticata del cittadino e lo spettacolo degradante, sia pur con attori diversi, va in scena ogni giorno.
Solo che ora, noi cittadini, siamo stanchi di essere muti spettatori e siamo pronti a cambiare la scena.
Fernanda Torsi
