Salute e sostegno sociale: un binomio inscindibile
La salute del cittadino non riguarda solamente l’aspetto medico, la cura della malattia nel suo manifestarsi, ma deve essere intesa come cura della persona e dell’ambiente in cui vive, in una visione armonica di tutte le esigenze che accompagnano l’esistenza umana.
La sanità e la tutela sociale vanno pensati e progettati insieme, in una visione integrata, come facce della stessa medaglia, pur prevedendo funzioni e ruoli distinti.
Infatti situazioni umane gravi (malati di mente, disabilità, handicap, demenze senili, …) hanno preminenti risvolti sanitari, ma quelli sociali sono altrettanto importanti. Quando la struttura sanitaria riconsegna alla famiglia un paziente bisognoso di cure domestiche, devono essere chiare le soluzioni per il momento in cui i genitori o altri familiari non saranno più in grado di seguire i figli malati o il proprio congiunto.
Pensare di risolvere il problema in case di accoglienza o di riposo non solo è molto costoso ma, soprattutto, umilia e ferisce la dignità della persona che ha tutto il diritto di continuare a vivere nel proprio ambiente, circondata da ciò che le è familiare e le consente di preservare il contatto con la quotidianità.
Almeno per le infermità prolungate più leggere, le dimissioni dall’ospedale devono essere protette, privilegiando l’assistenza domiciliare e mettendo in moto un sistema integrato di interventi sul territorio.
Per rendere possibile tutto ciò è indispensabile che le sinergie, già in parte presenti sul territorio, trovino coordimanento in un unico Ente in grado di far colloquiare fra di loro il sistema sanitario e quello sociale e che operi sul territorio di competenza delle USSL provinciali. In tal modo anche i piccoli Comuni possono, consorziandosi, gestire interventi adeguati per minori, anziani ed altre emergenze.
La grande sfida dei nostri tempi è l’allungamento della vita. Dal 1984 al 2007, ogni tre anni la popolazione ha guadagnato un anno di vita; questo importante processo, evidentemente benvenuto e testimone del fatto che, comunque, il sistema salute funziona, porta con sé un aumento di richiesta sanitaria per malattie croniche e degenerative. Spetta ai servizi territoriali, ai medici di base e alla continuità assistenziale controllare il territorio per favorire la salute e una qualità della vita sufficientemente buona.
La nostra società deve maturare la consapevolezza della centralità della persona e della tutela del paziente. Il malato, le associazioni degli ammalati e dei loro parenti devono essere protagonisti nella gestione della sanità e nelle decisioni che li riguardano.
La Sanità richiede risorse adeguate e ben gestite perchè conservare la salute dei cittadini è una spesa intelligente; preservare la salute, prevenire e curare le malattie, prendere in carico le persone malate non è perdere soldi, ma investirli proficuamente
Occorre un organo di garanzia tra malato, parenti, medici e USSL, un laboratorio di politica sanitaria per far crescere e responsabilizzare coloro che sono investiti del compito decisionale in materia di sanità, attraverso la partecipazione attiva di coloro che credono nella cultura della salute e della cura della malattia, stando dalla parte della persona.
Non è concepibile una sanità come opportunità di guadagno e profitto.
Emera
