Interessante mostra all'Arsenale
Forse l’enfasi eroica e romantica, con la quale i testi di storia del periodo post-bellico rappresentavano il Risorgimento, è stata considerata eccessiva e l’intero periodo ha subito una rivisitazione più realistica. Però oggi, se chiediamo agli studenti cosa ricordano di quella serie di avvenimenti bellici e politici, così importanti per la costituzione della nostra unità nazionale, probabilmente riceveremmo risposte molto deludenti. Stiamo perdendo la memoria storica dei sacrifici che i nostri martiri hanno compiuto per concretizzare il loro ideale di Unità di tutta l’Italia, libera e sovrana nel proprio territorio naturale?
Quest’anno le celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia risvegliano in noi sentimenti che ritenevamo assopiti e ci rendono consapevoli del grande dono che quelle lotte, fatte di coraggio e abnegazione, sofferenze e cedimenti, ci hanno regalato.
Corre l’obbligo storico di rammentare che Verona sarà unita al regno d’Italia solamente nel 1866, dopo la terza guerra d’indipendenza; di fatto al nostro 150° anniversario mancano ancora 5 anni. Tuttavia è indubbio il debito di riconoscenza che abbiamo nei confronti di coloro che alla causa dell’Unità hanno dedicato l’intera esistenza e Verona celebra l’evento con una mostra intitolata “Verona dagli Asburgo al Regno d’Italia”.
L’Arsenale, luogo simbolo della dominazione austriaca, ospita la mostra nella sua cornice naturale e il manufatto stesso è parte integrante e completa la mostra.
L’esposizione ripercorre il periodo della dominazione degli Asburgo, attraverso le fasi della fortificazione della città, del periodo della pacifica convivenza, sancita dalla visita dell’Imperatore Francesco I° d’Austria, che si trasformerà presto nel periodo dei divieti, conseguenza dei moti insurrezionali del 1848 e si concluderà con l’assurda uccisione di Carlotta Aschieri, ultima vittima del Risorgimento veronese.
Sarà interessante, guardando i diversi reperti esposti, riscoprire che dietro il nome di una via, di una scuola oppure inciso su una targa esposta sulla facciata di un palazzo, c’è un personaggio strettamente collegato agli eventi risorgimentali.
Come pure vedere quanti giovani della nostra città e provincia hanno seguito Garibaldi nell’epica impresa dei Mille. Si può quasi avvertire l’orgoglio con il quale la famiglia di un garibaldino morto sul campo, ha donato al Museo la sua divisa rossa.
Non è una mostra d’arte ma una mostra di ricordi, fatta anche di piccoli, talvolta semplici ma significativi oggetti che hanno interferito con la Storia.
E’ una mostra che merita di essere vista e dalla quale si esce con un rinnovato senso di appartenenza alla nostra Patria, e questo davvero senza retorica ma con la consapevolezza del grande valore dell’Unità.
La mostra, inaugurata il 14 Maggio resterà aperta fino all’11 settembre, tutti i giorni dalle ore 10,30 alle 19.30, con chiusura il lunedì.
C’è tempo per visitarla; approfittiamo di questa bella opportunità portando anche i nostri figli, perchè niente è più efficace del “toccare con mano” gli oggetti della Storia.
Fernanda Torsi

penso che la mostra sia interessante e credo che andrò con i miei bambini
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