Traforo si – Traforo no
di Tito Brunelli
di Tito Brunelli
Non ricordo più da quanto tempo si parla a Verona del traforo delle Torricelle, come soluzione ottimale per la viabilità interna della nostra bella città, ma penso che le prime riflessioni abbiano avuto inizio fin dagli anni 70.
Ogni volta che passo con la macchina davanti al Teatro Romano mi sento colpevole di contribuire al deterioramento di questo straordinario manufatto che i nostri antichi padri ci hanno lascito in dono e mi domando: perché non si è proceduto con celerità?
Forse perché non vi è mai stata la certezza che l’opera sia veramente utile per la risoluzione del problema?
E’ molto importante sapere che, in epoche diverse, esperti di viabilità, traffico, pianificazione urbanistica e di mobilità hanno studiato il problema e le loro elaborazioni sono state univoche nel sostenere che il traforo delle Torricelle non serve a risolvere la mobilità urbana di Verona.
Dagli studi più recenti, eseguiti da 2 illustri esperti in materia di viabilità, su incarico del Sindaco Sironi prima e, successivamente, per conto del Sindaco Zanotto, si deduce che, usando tecniche diverse di simulazione e rapportandole a vari scenari, entrambi sono giunti allo stesso risultato: quello di indicare, rispetto al traforo, altre priorità viabilistiche.
Tutti spiegano che, se l’intento è quello di decongestionare il traffico nella zona Nord della città (Veronetta e via Mameli) il traforo è inutile, perché avrà pochi svincoli: servirà solo per attraversare l’area, non per entrarvi.
Non servirà a proteggere la zona dall’inquinamento dei mezzi di trasporto privato e nulla migliorerà per il Teatro Romano e il Ponte Pietra.
E allora quale sarà il beneficio che dovrebbe ricadere sulla città, alla conclusione di un’opera che, a detta della stampa locale, verrà a costare presumibilmente intorno ai 400 milioni di euro?
Si può obiettare che la spesa sarà sostenuta in gran parte da privati, ma io non ho mai conosciuto un filantropo così generoso, un finanziatore privato che non veda nell’investimento un guadagno personale!
Se a pagare sarà il cittadino, mi sembra giusto e doveroso che l’amministrazione dica in modo chiaro e inequivocabile qual è il reale obiettivo che vuole raggiungere con il traforo, perché se qualcuno pensa che questa opera costosissima contribuisca a tutelare il nostro patrimonio archeologico e a salvaguardare la salute pubblica, sappia fin d’ora che il traforo non garantisce nulla di tutto ciò.
Una informazione corretta e trasparente sta alla base di una buona e sana amministrazione pubblica, perché il cittadino ho il diritto di essere preventivamente informato di tutta la gestione pubblica, con particolare riguardo alle grandi scelte che riguardano il futuro assetto della nostra città.
Credo che sull’argomento occorra meditare e riflettere e, senza alcuno ideologia preconcetta, mi chiedo:
- Conosceremo mai la vera motivazione che sottende a questo intervento?
- Che cosa accadrà quando, alla fine dei lavori, si constaterà ciò che gli studi di esperti prevedono?
La parola è a voi, attenti lettori; manifestate la vostra opinione.
