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venerdì 11 marzo 2011

Università La Sapienza: due pesi, due misure


Università La Sapienza: a Ratzinger non è stato possibile parlare,
mentre Gheddafi ha potuto tenere “lezioni di democrazia”
di Mario Rossi

   Roma, 12 Gennaio 2008: sessantasette docenti e decine di studenti dell’ateneo “La Sapienza” contestano con furore il proprio rettore Renato Guarini, reo di aver invitato Benedetto XVI a tenere la Lectio Magistralis di apertura dell’anno accademico 2007-08. "Non vogliamo Ratzinger nel tempio della conoscenza perché è troppo reazionario", così hanno scritto in un comunicato, minacciando “sit-in” contro il papa e il blocco delle attività accademiche.
Un’offesa al pontefice, la cui colpa è stata l’aver accettato un invito ufficiale.
Un’offesa ad un capo di Stato straniero (tale è il pontefice per la Città del Vaticano).
Un’offesa ai cattolici e alle persone di cultura aperte alla libertà del sapere.
Università La Sapienza, 11 Giugno 2009:il colonnello Gheddafi, dittatore della Libia, entra nell’ateneo accompagnato dal nuovo rettore Frati.
In aula magna Gheddafi attacca l’Italia e l’Europa per il colonialismo del passato e lancia questa accusa: "Le azioni terroristiche sono per lo più un residuo derivante dal colonialismo". Ad una domanda di una studentessa sulla condizione delle donne in Libia, il dittatore libico, sorridendo, comanda a tre delle sue amazzoni di salire sul palco. Una è in mimetica e due in divisa kaki. Tutte con il berretto rosso, sfilano davanti alla platea. Belle come le altre, si muovono con un portamento da top model e per nulla marziale, tanto da far uscire una battuta al rettore dell'Ateneo, Luigi Frati: "Non posso parlare... c'è mia moglie in sala", studenti e docenti applaudono (che segno di profonda maturità e apertura culturale!).
Al momento del dibattito non mancano domande serie: "Abbiamo il massimo rispetto per il popolo libico e per gli africani - chiede un ragazzo - ma lei cosa intende per democrazia?".
Altra domanda: "Quando ci saranno libere elezioni in Libia?". Una studentessa, che si definisce "rappresentante dell'Onda", viene bloccata a metà del suo intervento, con gli addetti alla sicurezza che le tolgono di mano il microfono.
Poco meno di due ore dopo il suo arrivo Gheddafi lascia la Sapienza. Direzione, la tenda di Villa Pamphili.
Mentre Benedetto XVI è stato privato della libertà di esprimersi, Ghedddafi ha potuto parlare, esibirsi e dare dimostrazione di quanto valga per lui la donna.
Riguardo al rettore, con una parte del corpo docente e con gli studenti che hanno applaudito Gheddafi, è meglio stendere un velo pietoso.
In questo giorni il sangue scorre copioso in Libia, ennesima dimostrazione di cosa significhi in realtà per Gheddafi il concetto di democrazia.

Tragga il lettore le proprie conclusioni.




  







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