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venerdì 19 agosto 2011

Verona nel pallone



È di questi giorni la notizia che l’AGSM sponsorizzerà l’Hellas Verona con la ragguardevole somma di  € 700.00,00  in  due anni. Ciò significa che, per due anni, l’azienda porrà a carico del proprio bilancio un onere di 350.00,00 euro che andrà ad aumentare le spese per la produzione dei servizi cui è preposta. Ora non vi sarebbe nulla di strano se si trattasse di una impresa privata, la quale può decidere di impiegare le proprie risorse come meglio crede,  ma l’azienda AGSM è una  Spa di diritto privato a capitale interamente di proprietà del comune.
Quindi, considerato che il capitale è del Comune di Verona, di fatto appartiene a tutta la cittadinanza e non è certamente patrimonio personale del Sindaco o dell’Assessore che ha promosso l’iniziativa  e neppure appartiene  ai vari presidenti di turno dell’azienda.
La forma societaria di Spa consente una gestione più rapida, efficace ed efficiente, senza i laccioli degli enti pubblici, come si conviene ad una azienda di servizi e, tuttavia, il superiore interesse per la collettività non deve mai venir meno.

Quale sarebbe il vantaggio reciproco che nascerebbe da questa sponsorizzazione?
La pubblicità farà aumentare le entrate di AGSM?

Eppure l’azienda fornisce un servizio indispensabile e non un qualsiasi  bene di consumo che possa subire impennate sull’onda di una indovinata strategia pubblicitaria. Gli utenti di gas ed energia elettrica  sono le nostre famiglie, peraltro già alle prese con il controllo dei propri consumi per evitare bollette troppo salate. Senza contare quelle famiglie in gravi difficoltà che non riescono neppure a pagare le loro bollette e spesso si devono rivolgere ai vari organismi di assistenza per evitare la sospensione della fornitura.
Eppure il sindaco Tosi e l’assessore Sboarina hanno presentato a Palazzo Barbieri il contratto di sponsorizzazione stipulato fra il presidente di Agsm, Paolo Paternoster e il Presidente di Hellas Verona, Giovanni Martinelli, come una grande opportunità per aumentare il bacino di utenza anche in provincia. Forse i vertici dell’azienda non conoscono le strategie utilizzate dalle serie imprese private come, ad esempio, l’applicazione di  tariffe concorrenziali e l’offerta di un servizio migliore?

Basta leggere alcune lettere al direttore pubblicate su L’Arena di domenica 31 luglio 2011, per rendersi conto del dissenso che questa operazione sta generando fra la cittadinanza. Basta parlare con la gente comune per cogliere un sentimento di frustrazione di fronte a scelte che vengono percepite come lontane dalle reali esigenze della collettività, nell’interesse esclusivo dei soliti amici.

A nulla vale citare i casi di altre municipalizzate che sponsorizzano le più svariate attività private; solo i buoni esempi meritano di essere seguiti, non certo i peggiori!
Ancora una volta il cittadino si sente tradito da una politica che non vuole guardare in faccia la difficile realtà della grave crisi economica, che non ha certamente risparmiato la nostra città, e si appresta a sostenere iniziative che non sono certamente nella mission di una azienda di servizi indispensabili e, soprattutto, a capitale pubblico

Fernanda Torsi

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