Morire per testimoniare
Nel nostro mondo patinato e superficiale, dove imperano il relativismo e il nichilismo, sembra fuori luogo, come una nota stonata, la notizia che qualcuno, e per di più un uomo politico, viene ucciso perché persevera nel voler seguire, fino in fondo, la via di Gesù Cristo.
Shabbaz Bhatti, cattolico e ministro pakistano per le minoranze, è stato ucciso il 1° marzo 2011, in un agguato tesogli ad Islamabad.
Chi era Shabbaz Batti?
Nato a Lahore nel 1968 ebbe dai genitori un’educazione cristiana e cattolica sulla quale ha successivamente impostato tutta la sua breve ma intensa esistenza.
Si laureò in legge e nel 1985 fondò il movimento All Pakistan Minorities Alliance (Apma) di cui divenne presidente. La sua attività civile e politica a favore delle minoranze lo porta a far parte del Pakistan People's Party (Partito del Popolo Pakistano).
Nel 2008, sotto la presidenza di Asif Ali Zardari, fu nominato ministro per le minoranze; in un paese ove è forte la tendenza all’integralismo islamico, essere l'unico cattolico presente nel governo ha fatto convogliare sulla sua persona tutti i peggiori sentimenti di avversione, se non di razzismo, che serpeggiano sempre verso coloro che intendono sostenere le istanze e i diritti delle minoranze religiose.
Infatti dichiarò apertamente di accettare l’incarico con l’intento di adoperarsi per il bene degli emarginati del Pakistan, affermando che avrebbe dedicato la propria vita alla “lotta per l'uguaglianza umana, della giustizia sociale, libertà religiosa, e per elevare e dare potere alle comunità delle minoranze religiose”.
La sua partecipazione al governo aveva altresì lo scopo di far pervenire un forte messaggio di speranza alle persone povere ed emarginate e a tutto coloro che conducono una esistenza nella segregazione e nella separazione. E di questo si occupò nel breve periodo in cui fu ministro: adottò provvedimenti a favore delle minoranze religione, promosse una campagna per il dialogo interreligioso e contro l’incitamento all’odio, nel convincimento che solamente la comprensione delle ragioni dell’altro costituisce solide basi per una pacifica convivenza.
Era sua intenzione riformare la legge sulla blasfemia e, probabilmente, fu proprio questo intendimento che provocò la violenta reazione degli integralisti. Occorre ricordare, infatti, che meno di due mesi prima (il 4 gennaio2011), anche il governatore del Punjab, Salmaan Taseer, era stato ucciso per la sua presa di posizione contro la legge sulla blasfemia.
Incominciò a ricevere minacce di morte dopo la sua difesa dei cristiani pachistani che avevano subito attacchi e violenze in diverse regioni del Paese e tali minacce si intensificarono in seguito alla sua difesa della cristiana Asia Bibi, condannata a morte per blasfemia. Chiese la scorta ma non la ottenne.
Il 2 marzo 2011 stava andando al lavoro e il veicolo su cui viaggiava (privo di scorta) fu attaccato da un gruppo di uomini armati, che aprì il fuoco sul ministro. Per le gravi ferito Bhatti morì nel trasferimento in ospedale mentre l’autista riuscì a salvarsi. L'omicidio fu rivendicato dal gruppo "Tehrik-i-Taliban- Punjab" che lasciarono volantini di rivendicazione sul luogo dell’attentato.
Questa è la vicenda umana di un cattolico che viene ucciso, a solo 43 anni, per la costanza e la fermezza con la quale ha saputo affermare e sostenere il proprio credo religioso.
Ma per comprendere veramente la grande portata del suo pensiero, occorre rifarsi alle sue stesse parole, al suo testamento spirituale, che non ha bisogno di commento o interpretazione, perché trova fondamento nell’insegnamento di Gesù Cristo.
Fernanda Torsi
Fernanda Torsi

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